Blog degli italiani che vogliono partire

La differenza fra cercare lavoro in Italia e cercarlo all'estero

Selezioni per lavorare all'estero

Lauree, stage su stage, esperienze all’estero, esperienze in vari settori, formazione continua, aggiornamento, pratica di qua e pratica di là, dal Sud ci si trasferisce al Nord, poi dal Nord all’estero. Non è più chiaro quale sia la migliore carta da giocare in Italia per proporsi al mondo del lavoro. Serve tutto questo, insieme alla pretesa di dover essere contemporaneamente giovanissimi. 

E’ richiesta flessibilità e poi invece questa, nella realtà, rema contro perché letta come instabilità, incapacità di adattamento (quando, possibilmente, una persona ha dovuto costantemente cambiare lavoro perché è scaduto il contratto e non perché lo abbia lasciato volontariamente). Allora si studia come creare un buon CV, sia nella forma che nei contenuti, un’ampia letteratura spiega come ci si debba comportare durante un colloquio, cosa dire e cosa non dire, cosa fare e cosa non fare. Spesso manca l’opportunità o quelle rare volte in cui questa si presenta, chissà perché manca comunque un quid, quel fattore X, chiamatelo come volete.

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Quando sogno e realtá si scontrano, la scelta diventa dolorosa

meglio il sogno o la realtá

Nella vita a volte capita di conquistare delle certezze o situazioni che spacciamo per tali. E le certezze ci fanno stare bene, ci fanno sentire sicuri. Ma una cosa è la sicurezza ed un’altra è la realizzazione di un sogno. E quando il realizzare un sogno si scontra con la certezza che ti sei conquistato nel tempo…la scelta diventa dolorosa. 

Leggiamo questo nuovo post di Rossella che ci racconta la storia di un suo caro amico che si è trovato a dover decidere se accettare una nuova entusiasmante sfida che rappresentava il suo sogno oppure tenersi le certezze conquistate con fatica fino a quel momento. Molti forse si ritroveranno in questo racconto.

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Vivere un'esperienza all'estero ti cambia la vita

I vantaggi di vivere un'esperienza all'estero

Di tanto in tanto mi piace aprire il famoso cassetto dei ricordi per far respirare le decine e decine di scatti con i quali ho immortalato i luoghi in cui ho vissuto al di fuori dell’amato Stivale. Mentre sfoglio gli album, ripercorro con la mente le difficoltà dei primi tempi, una per una (sappiatelo, all’inizio non è una passeggiata!). Tutte hanno avuto un loro perché e anche se magari alcuni preferiscono gettare nel dimenticatoio gli eventi che li hanno resi fragili, io invece sono stata grata alle prime giornate di vita vissute all’estero, alle scomodità degli ostelli, alle parole straniere inizialmente non comprese, al cibo non sempre consumato con gusto, al clima non sempre clemente, ai rapporti sociali non sempre facili da costruire, alle prime giornate non esattamente perfette ed esaltanti! Ma  la cosa sorprendente è che questi ostacoli non sono per niente impressi nelle mie foto; anche a volerli cercare con una lente d’ingrandimento, non si vedono! Emergono soltanto i miei sorrisi, un paio d’occhi pieni di luce e un’espressione distesa e naturale, tipica di chi sentiva di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

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Un'esperienza all'estero non è mai un fallimento, ma farlo capire a chi resta a casa non è facile

L'importanza di un'esperienza all'estero

Fare un’esperienza all’estero non è mai un fallimento, ma non sempre è facile farlo capire a chi un’esperienza del genere non l’ha mai fatta. Ed è ciò che sta succedendo alla nostra amica Rossella. La sua avventura a Bruxelles non è andata come sperava e gli amici rimasti a casa la stanno giudicando “te l’avevamo detto che non sarebbe servito a niente”, “te l’avevamo detto che avresti solo buttato via soldi e tempo” e altre frasi del genere. Ma Rossella non ci sta e vuole condividere con noi tutta la sua rabbia. Un’esperienza all’estero è sempre importante nella crescita di una persona, che sia lavorativamente proficua o meno non cambia molto. E, come spesso capita, chi giudica è colui che quel coraggio di fare quella esperienza non lo ha mai avuto. Forza Rossella!

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Meglio di niente

chi si accontenta gode solo a metà

Eccovi un nuovo ed interessante post di Rossella dove ci parla di un aspetto abbastanza diffuso negli ultimi anni: il meglio di niente. Molti ragazzi (e non), oramai, si accontentano di una situazione che non li soddisfa, rassegnandosi al "di più non posso avere". E allora ci chiediamo se sia giusto accontentarsi di quel poco che la vita ci regala o é meglio rischiare il tutto per tutto e cercare di esaudire i propri sogni. Per la serie "chi si accontenta gode solo a metà".

 

Tornava sorridente e felice dai suoi campi, dopo lunghe ore trascorse tra i suoi alberi, i suoi frutti, la sua terra! Un albero piantato alla nascita di ciascun nipote. Mai un “sono stanco”. Tutti i giorni nei suoi occhi leggevo serenità e gioia di vivere ma soprattutto tanto tanto amore per il suo lavoro, un lavoro duro imparato da piccolo, diventato poi la più grande passione della sua vita. 

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Nessuno crede al mio progetto? E io vi stupirò

Nessuno crede al mio progetto

Parenti, amici e conoscenti, nessuno crede al fatto che Sara riuscirá a sconfiggere le proprie paure ed a trasferirsi all’estero. Ma lei vuole dimostrare che questa volta la sua vita cambierà veramente. Anche voi vi trovate in questa situazione? Leggete il suo interessante post.

 

La sera della festa delle donne, come tutti gli anni, nonostante io sia sempre stata contraria al consumismo che prevede di festeggiare un "evento" del genere che a mio parere dovrebbe essere un giorno della memoria, ho annunciato alle mie amiche piu' strette che sarei partita per Los Angeles appena avessi avuto tutti i documenti a posto... Hanno avuto varie reazione, un  misto di tristezza ed eccitazione...

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Che nessuno si permetta di calpestare i miei sogni

Che nessuno si permetta di calpestare i miei sogni

Oggi Alice ci vuole raccontare una storia d’amore. Una storia di diversi anni fa che, purtroppo, non ha un lieto fine. E se la storia non ha avuto il finale sognato dai protagonisti è per colpa di una terza persona. Cosa c’entra un racconto del genere con Viviallestero.com? Leggetelo fino in fondo e capirete. 

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Mi presento, sono Sara, ho 27 anni e voglio lasciare l'Italia

Voglio lasciare l'Italia

E’ un piacere per noi di Viviallestero.com presentarvi un’altra nostra lettrice che ha deciso di condividere le sue emozioni che sta vivendo nell’organizzare il suo trasferimento all’estero. Le domande che si porrá sono tante: voglio lasciare l’Italia, ma dove vado? Ci riuscirò a realizzare il mio sogno di andarmene? Cosa diranno le persone che mi stanno vicino? Sarò così forte da resistere alle difficoltá una volta partita? E tante altre...

 

Seguiamola passo dopo passo nella sua preparazione. Buona fortuna Sara!

 

"Lost in  the city of angels,down in the confort of strangers,I found my self in the fire burn hills in the land of a billion light..." (City of angels, 30 Seconds To Mars).

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Ebook "Come ho affrontato il trasferimento all'estero"

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