Come si vive fuori dalle grandi citta'?

Se dovessi descrivermi usando un’espressione in inglese direi  “I am a City person”,  ovvero sono una persona che ama le grandi le citta’, e non ha piacere di vivere in campagna o in altre zone isolate.

Diciamo che ci sono due tipi di zone rurali in Australia: quelle in cui gli abitanti sono abituati a vedere backpackers, immigrati o comunque persone non del luogo, e zone in cui non sono abituati affatto. Se decidete di trasferirvi in una di quest’ultime…tanti auguri.

Al momento, per mia sfortuna, vivo proprio in una di queste zone, ovvero un piccolo paesino in mezzo al niente nell’estremo nord del NSW, dove padroneggia l’aussie proud e dove si trova a stento qualche straniero. In poche parole, se nelle grandi citta’ noi europei siamo considerati delle superstar, qui e’ l’esatto contrario…

Quando vivevo a Sydney la gente mi sorrideva amichevolmente ogni due secondi netti, chiedendomi di dove fossi e dicendomi che avevo un bellissimo accento. Quando poi dicevo che ero italiana, tutti si esaltavano raccontandomi quanto adorassero il mio paese, esordendo con frasi del tipo: “Oh Diiiiiiiiiio che bella l'Italia! Ci sono stato l’anno scorso, non vedo l’ora di tornarci!” . Oppure:  “Ma che meraviglia!Ma che cosa ci fai in Australia?? Io adoro l’Europa, pensa che il mio trisavolo era italiano pure lui!”.  Al che, finita la conversazione, io me ne andavo sorridente e lusingata.

Qui la mia vita non e’ affatto facile. Le persone non sono amichevoli con me, e appena sentono che il mio accento non e’ di qui mi guardano gia’ storto.  Al lavoro poi non ne parliamo… non parlo del College in cui insegno,  ma parlo del lavoro in ospedale. Le mie colleghe sono vipere che non fanno altro che sparlare l’una dell’altra, tutti sono estremamente ignoranti perche’ non hanno mai avuto voglia di studiare o tantomeno di andare all’universita’ (che per gli australiani, sottolineo, e’ gratis…) e la maggiorparte di loro non e’ mai uscita dal NSW, nemmeno per una vacanza. Non fanno altro che parlare dei “maledetti immigrati” che vengono in Australia “per portargli via il lavoro”, ci accusano di venire qui solo per abusare del sussidio di disoccupazione e per ricevere soldi dallo stato quando facciamo dei figli. Al che io resto senza parole, perche’ prima cosa la disoccupazione non l’ho mai nemmeno potuta richiedere, e seconda cosa di sicuro non sono venuta qui per fare figli.

Come se non bastasse, non sono interessati a nulla di cio’ che riguarda l’estero e mi sfottono per il mio accento. Che meraviglia…  Al che vi starete chiedendo “perche’ non te ne vai??”. Beh, ci siamo trasferiti qui per il lavoro del mio compagno, al quale e’ stato offerto un contratto di due anni per un lavoro molto ben pagato. Ma io sinceramente non vedo l’ora di andarmene via e tornare a Sydney, o in una qualunque altra grande citta’.

Non parliamo della vita notturna che e‘ praticamente inesistente, e tanto meno dei trasporti pubblici. NON CE NE SONO. Se decidete di andare a vivere in campagna preparatevi all’acquisto di una macchina o di un motorino, senno’ non andate nemmeno a fare la spesa. C’e’ un unico autobus che va dal “centro” all’ospedale e dall’ospedale al centro, niente piu’.

Un’ altra cosa da aggiungere alle difficolta’ nelle zone rurali e’ il fatto di riuscire a trovare lavoro. Io ho avuto una botta di culo pazzesca e ne ho trovati due, ma se perdessi anche solo uno di questi due lavori sarei decisamente nella cacca, perche’ non c’e’ nient’altro. Nelle grandi citta’ e’ 100 volte piu’ facile trovare lavoro, qui e’ da spararsi.

Un’altra cosa che mi ha fa dare di matto e’ il costo della vita. Chiunque vi racconti che in Asutralia la vita e’ cara solo nelle grandi citta’ vi sta raccontando un mucchio di cazz**e.  Guardate che, affitti a parte, i prezzi al supermercato qui sono esattamente gli stessi, mangiare fuori costa uguale e il bus (l’unico che c’e’) costa uno spropostito. Mi ricordero’ sempre il primo giorno che sono arrivata qui: stanca dalle dieci ore di macchina, ho realizzato che necessitavo di caffeina. Al che mi sono incamminata verso il bar, ho ordinato un cappuccino piccolo e indovinate un po’?? QUATTRO DOLLARI. Al che volevo prenderlo e tirarglielo in faccia. Mi ricordo di aver pensato: “Ma porca miseria e poi dicono che Sydney e’ cara??Io a Sydney non l’ho MAI pagato quattro dollari un cappuccino da portar via!!”.

Poi ci sono i pochi ma buoni lati positivi: gli affitti hanno un prezzo completamente diverso. Noi paghiamo 370 A$ alla settimana e abbiamo una casa enorme, con quattro camere, due bagni, salotto, cucina, due giardini, e garage doppio. Con 300AS  a Sydney ci affitti un monolocale… Altra cosa positiva, la natura: poche volta in vita mia, ho visto qualcosa di cosi’ BELLO. Spiagge rocciose incontaminate, cielo azzurro, colline e piantagioni di banane praticamente ovunque, foresta pluviale tutt’intorno.  E le stelle. Le stelle che si vedono da qui sono qualcosa di indescrivibile. La quantita’ che se ne riesce a vedere e l’intensita’ di luce che emanano e’ qualcosa che non avevo mai visto prima. In piu’ devo dire che vivendo qui ho imparato che cosa si intenda dire con l’espressione “luce della luna”: a volte quando c’e’ la luna piena, pur essendo in piena notte, qui non e’ mai completamente buio. La luce emanata dalla luna e’ talmente forte che si vedono addirittura perfettamente le ombre di goni singola cosa, e l’aria fuori sembra quasi azzurra.  Altra cosa stupenda che ho trovato e’ una strada, piccola ma non troppo, una specie di “scorciatoia” che corre all’interno di una parte della foresta pluviale. Io la faccio in moto ed e’ qualcosa di spettacolare. E’ un po’ buia per via delle cime degli alberi che si intrecciano in alto fitte fitte tra loro, ma il sole riesce a penetrare abbastanza per riuscire a vedere perfettamente dove si sta andando a parare… L’unica cosa che si sente e’ il canto degli uccelli, il gracchiare e fischiare dei pappagalli e suoni proveniente da altri animali di cui ignoro l’esistenza. Se si va piano a volte si ha anche la rara fortuna di vedere qualche koala che se la svigna verso casa allarmato dal suono del motore, o qualche timido serpente che striscia via quatto quatto.

In sostanza, se decidete che la vita di campagna e’ quel che fa per voi, vi consiglio almeno di trasferirvi in un’area dove gli abitanti siano abituati a noi stranieri… Ad esempio, nelle aree australiane dove si va a fare harvest work e lavoro generale nelle farms, gli abitanti saranno abituati ai backpackers e saranno senza dubbio cordiali e amichevoli. La stessa cosa vale probabilmente nelle zone delle mines, dove ormai il 50% della gente che ci lavora viene dall’estero. Altre zone in cui gli australiani non sono abituati a vederci le sconsiglio praticamente a chiunque, in quanto non avrete una vita molto soddisfacente  a livello umano. A meno che non vi piaccia vivere da eremiti  e siate felici di non parlare con nessuno. In quel caso si, starete da Dio.

A presto,

Alexandra



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