10 buoni motivi per andarsene dall'Italia nel 2015

Gennaio è il mese più opportuno per dare quella svolta alla nostra vita che sempre abbiamo desiderato, ma che ancora non siamo riusciti a mettere in pratica. Anno nuovo, vita nuova. Quante volte lo diremo e lo sentiremo durante queste feste natalizie e l’anno che sta per iniziare potrebbe essere veramente quello buono.

 

Non siete soddisfatti della qualità della vostra vita e volete migliorarla? Pensate di non avere un futuro roseo in Italia e volete cambiare prima che sia troppo tardi? Volete fare un’esperienza formativa all’estero? 

Il 2015 può essere l’anno giusto per esaudire i vostri sogni. 

 

In questo articolo parlo di 10 buoni motivi per andarsene dall’Italia nel 2015. 

 

10 motivi per andarsene dall'Italia nel 2015

 

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Se ancora avete bisogno di trovare delle motivazioni che vi possano spingere a partire, vi “offro” 10 buoni motivi per trasferirvi all’estero nell’anno che sta per cominciare.

 

1. Migliorare la conoscenza delle lingue straniere: Qualsiasi sia il nostro livello della lingua che stiamo studiando non saremo mai alla pari con una persona che è nata ed ha studiato sul posto, quindi abbiamo bisogno di migliorarci costantemente. Il modo più efficace per farlo è quello di vivere in una nazione straniera. Vivendo sul posto avremo modo di stare a stretto contatto con madrelingua e con altre persone con un ottimo livello. Che queste persone siano amici, partner, colleghi, coinquilini o semplici conoscenti poco importa, il nostro livello di lingua (soprattutto nel parlato) migliorerà a vista d’occhio e di conseguenza ci si “apriranno più porte” nel mondo del lavoro.

 

2. Aumentare la possibilità di trovare lavoro: Trovare lavoro dipende molto anche dalle opportunità presenti nell’area in cui lo stiamo cercando. Quindi è abbastanza semplice capire che se “allarghiamo i nostri orizzonti”, o scegliamo con cura una destinazione che possa proporre più offerte di lavoro per il nostro profilo, avremo sicuramente più possibilità di trovare un’occupazione rispetto a chi si fossilizza nel cercarla soltanto vicino casa propria (se volete sapere quali possano essere le destinazioni più “ricche” di lavoro per il vostro profilo, scrivetemi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con oggetto “Lavoro Estero”). 

 

3. Non farsi giudicare per l’età: L’Italia è un paese per vecchi. In qualsiasi settore si guardi, l’età media è ben superiore a quella di altre nazioni. Nel nostro paese un manager 45enne è un giovane dirigente, mentre in altre località sarebbe un manager navigato (e non poco). 

Eppure, quando si cerca lavoro in Italia, l’età diventa un dato molto discriminante: sopra i 30 anni si fa molta fatica a farsi prendere in considerazione per una posizione lavorativa. Invece all’estero si tiene molto meno in considerazione il dato anagrafico anzi, in qualche nazione (soprattutto quelle anglosassoni), la data di nascita non va nemmeno inserita nel Curriculum Vitae. 

 

Offerte di lavoro per italiani nel mondo

 

4. Smettere di lavorare con contratti che non vi permettono di programmare un futuro: Non voglio entrare nel merito del mondo del lavoro italiano, delle sue leggi e dei suoi contratti, ma resta il fatto che la percentuale degli italiani sotto i 40 anni che ha un contratto stabile è veramente bassa e coloro che lo hanno a volte si sentono in una gabbia in quanto non possono assolutamente cambiare lavoro visto l’enorme “fortuna” che hanno rispetto alla stragrande maggioranza del paese. Siete stanchi del fatto che nonostante voi diate il massimo, continuate ad avere soltanto un contratto prolungato di 6 mesi in 6 mesi (quando va bene) che non vi lascia la possibilità di organizzare il vostro futuro? Allora mettete il naso fuori dai confini italiani e scrivetemi via email (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. )o Facebook (https://www.facebook.com/stefano.viviallestero) per ricevere maggiori informazioni.

 

 

5. Far crescere i figli all’estero: Quando si hanno figli in età scolastica, soprattutto se elementare, si pensa solitamente che fargli affrontare un trasferimento all’estero potrebbe essere traumatico, invece non solo non lo è, ma i vostri figli un giorno vi ringrazieranno per la scelta presa. Si creeranno rapidamente nuove amicizie ed incominceranno ad apprendere la nuova lingua con quella semplicità che contraddistingue l’apprendimento dei bambini. Dargli la possibilità di essere bilingue (soprattutto se una delle due lingue è inglese o una lingua molto ricercata a livello professionale) gli aprirà molte porte quando in futuro si affaccerà al mondo del lavoro e, vista la situazione attuale italiana, non è un aspetto assolutamente da sottovalutare. 

 

6. Vivere in un contesto con maggiore meritocrazia: Bisogna dire la verità, il problema del lavoro in Italia non riguarda soltanto il fatto di non trovare un’occupazione, ma riguarda anche il fatto che spesso essere preparati ed istruiti è totalmente inutile. Il figlio, o l’amico, di qualche personaggio influente ha più opportunità di chi invece non ha “agganci”, ma è molto preparato. Se siete stanchi di questo sistema vi consiglio di cominciare una ricerca del lavoro all’estero, dove in molti casi la raccomandazione non è assolutamente tollerata. 

 

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7. Dimostrare a se stessi ed agli altri di essere capaci di fare un’esperienza lontani da casa: “Chissà dove vuoi andare, credi che all’estero stiano aspettando te?”. Questa è una delle frasi più utilizzate da chi vuole demoralizzare ed ostacolare la partenza di un parente o conoscente (non utilizzo il termine AMICO, perché i veri amici non direbbero mai una cosa del genere). Come detto anche nel punto sulla meritocrazia, se si è ben preparati sia a livello professionale che linguistico, le possibilità di avere successo all’estero esistono e sono reali. Non potete nemmeno immaginare cosa possa voler dire raggiungere questo traguardo e guardare con orgoglio chi fino al giorno prima vi ostacolava in ogni modo. Spesso quelle frasi vi vengono dette per paura, soprattutto paura che voi possiate ottenere ciò che loro invece non ne sarebbero mai capaci. Non dategli peso e partite verso il vostro sogno!

 

8. Apertura attività più semplice: Mi è capitato di parlare con giovani che ancora vivono in Italia e che hanno delle buone idee imprenditoriali ed ho notato che sono tutti spaventati da ciò che riguarda il mettersi in proprio o l’aprire una nuova società nella nostra nazione. Burocrazia molto più snella, costi più contenuti e agevolazioni fiscali rendono il tutto molto più semplice all’estero. Per maggiori informazioni potete contattarmi via email all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con oggetto “Apertura nuova attività all’estero”.

 

 

9. Vivere in un contesto culturale diverso:  Un aspetto da non sottovalutare quando cambiamo nazione è quello di avere la possibilità di entrare in diretto e stretto contatto con culture diverse dalla nostra. Conoscere da vicino altre popolazioni, mentalità ed abitudini ci “aprirà la mente”, ci farà diventare cittadini del mondo e ci farà ragionare diversamente su certi temi che abbiamo sempre visto soltanto da un punto di vista.

 

10. Smettere di lamentarsi ed iniziare a cambiare vita concretamente: Se aprite qualsiasi Social Network noterete che l’insoddisfazione regna nella vita della grande maggioranza degli italiani, ma spesso al malessere non segue un’azione che porti ad un miglioramento. Condivisione di qualche foto, commenti irati sulla politica e post molto polemici, ma poi si continua con la vita di sempre. Se invece voi volete veramente dare un cambio importante alla vostra vita nel 2015, potete prendere in considerazione l’idea di trasferirvi in un’altra nazione, trovare lavoro e sentirvi più soddisfatti.

 

 

I motivi che vi potranno spingere a partire possono essere anche altri, ma quali siano poco importa, ciò che è veramente importante è esaudire tutti i propri sogni (professionali e personali) e vi auguro con tutto il cuore che il 2015 sia l’anno buono per riuscirci.

Buon Anno a tutti!

 



Chi E' Stefano Piergiovanni


Stefano Piergiovanni

Dove vivo attualmente? Fra Londra, Irlanda e Malaga...una vita da nomade!

 

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