Intervista a Beatrice e Mattia, ragazzi italiani che studiano in UK e USA

Una buona istruzione è alla base del successo professionale di una persona. Ci sono degli studenti che preferiscono studiare in Italia e poi eventualmente trasferirsi all’estero, e ci sono studenti che invece preferiscono andare a studiare direttamente all’estero. Come ad esempio Beatrice e Mattia, due ragazzi che abbiamo il piacere di intervistare. Beatrice ha studiato alla University of Westminster, mentre Mattia alla Pace University di New York. Leggiamo la loro “intervista doppia”.

 

Ciao ragazzi, è un piacere potervi intervistare e poter dare ai ragazzi che seguono il nostro sito un punto di vista di chi ha deciso di andare a studiare fuori Italia. 

 

Studiare negli USA e UK Beatrice  Mattia

Studiare in UK e USA.

Iniziamo cercando di far capire chi eravate prima di partire per i vostri rispettivi studi all’estero.

Beatrice (UK): Ero una studentessa al liceo classico Dante Alighieri di Roma. Dopo aver frequentato il quarto anno di liceo in America grazie ad un exchange program, il ri-inserimento nel sistema scolastico italiano è stato abbastanza faticoso per me. Nonostante il mio rendimento sia rimasto buono anche all’ultimo anno, ho capito di voler sperimentare un qualcosa di diverso per i miei anni universitari, possibilmente in un paese che offrisse un sistema più organizzato ed un tipo di istruzione meno incentrato sullo studio teorico e che desse importanza alla pratica lavorativa. Specialmente per il campo in cui ho deciso di volermi specializzare (comunicazione/marketing) un tipo di studio fondato sulla pratica e sull’esperienza mi sembrava fondamentale. 

Mattia (USA): Ero uno studente liceale milanese che praticava tennis a livello agonistico e che aveva una passione per gli Stati Uniti. Ho frequentato uno dei licei scientifici più difficili di Milano, il Vittorio Veneto. A scuola sono sempre andato bene, però non mi piaceva quello che studiavo. Non capivo l’utilità di spendere ore ed ore a studiare materie come latino, filosofia, ed in generale ogni materia in maniera molto teorica invece che pratica. Trovavo anche controproduttivo l’atteggiamento dei professori. Credo che il sistema educativo italiano non favorisca i nostri ragazzi e soprattutto non li motivi ad apprezzare gli studi.

Da quando sono negli USA sono cresciuto tantissimo. A 22 anni, mi sono già laureato con il massimo dei voti ed ho ricevuto un’offerta full-time da Ernst & Young con uno stipendio iniziale di $68.000, cifre impensabili per l’Italia. Oltre al lavoro, ho anche aperto l’azienda USA Student Advisors, che offre conseulenza per ragazzi italiani che desiderano frequentare un corso di studi (liceo, università, master) negli USA e nel UK. 

 Studiare nelle università del Regno Unito

Di che cittá siete e perché avete scelto i vostri rispettivi istituti? 

Beatrice: Sono di Roma, e avendo sempre provato un grande amore per Londra, che da anni era il luogo dove avrei desiderato vivere, ho considerato solamente università che si trovavano in questa città per il mio corso di laurea. La decisione di selezionare università solamente londinesi è anche stata dettata dal campo in cui volevo specializzarmi; avendo deciso di puntare sulla comunicazione per la mia triennale, Londra sembrava il posto più indicato essendo uno dei principali centri europei per quanto riguarda grandi aziende di PR e marketing. In particolare, ho scelto di studiare Pubbliche Relazioni alla University of Westminster per il taglio incredibilmente pratico che l’università offriva alla materia. Mi piaceva anche il fatto che Westminster avesse un’ ottima reputazione per materie di tipo artistico e che riguardassero la comunicazione e pubblicità, che mi ha fatto pensare che mi sarei potuta trovare bene in quel preciso ambiente universitario. Dopo essermi laureata a pieni voti a Westminster, ho deciso di continuare subito con un Master a King’s College. La scelta è stata dettata dal fatto che la mia laurea precedente fosse piuttosto specifica, e ho di conseguenza deciso di ampliare la mia conoscenza del campo con un Master in International Marketing. La scelta di iscrivermi al King’s College è stata abbastanza naturale, per via della sua reputazione di una delle migliori università in Europa.

Mattia: Sono di Milano e ho scelto di studiare negli Stati Uniti perchè lì sono l’esatto opposto dell’Italia. Lo studio è molto più personalizzato, pratico e meritocratico. Ho anche scelto gli Stati Uniti per l’importanza che danno allo sport, sin dal liceo. 

Ho deciso di studiare alla Pace University per diverse ragioni. La prima è che Pace mi ha offerto una borsa di studio per il tennis che ha coperto l’85% della quota universitaria per l’intero corso di studi. Inoltre, Pace si trova nel quartiere di Wall Street a New York, la capitale economica e finanziaria del mondo. Infine, l’università è molto rinomata per Finance ed Accounting, le facoltà che studio. 

Gli USA offrono 50 miliardi di borse di studio per meriti accademici e altri 3 miliardi di borse di studio per meriti sportivi. Con USA Student Advisors le possibilità di ottenere borse di studio aumentano esponenzialmente, soprattutto per meriti sportivi. I nostri consulenti americani hanno contatti all’interno dei team sportivi di più di cento università americane. Siamo noi a promuovere le qualità sportive del ragazzo con l’obiettivo di ottenere borse di studio. 

Invece per quanti riguarda il Regno Unito, ci assicuriamo che ognuna dei nostri clienti che lo desidera ottenga il finanziamento governativo che copre l’intera quota scolastica. 

 

Com’era il vostro inglese prima di partire?

Beatrice: Il mio inglese era di livello alto grazie al mio anno di studi negli Stati Uniti durante il liceo, prima del quale il mio livello di conoscenza era invece piuttosto scolastico.

Mattia: Il mio inglese era molto buono, ma comunque poco superiore ad un livello scolastico. L’inglese non è però mai stato un problema. Al liceo ho avuto modo di approfittare dei benefici nello studiare in un ambiente più internazionale rispetto a quello in cui si trovano molti ragazzi che frequentano i classici Exchange Programs. 

 

Quanto è stato importante avere un ottimo livello d’inglese per iniziare i vostri rispettivi progetti?

Beatrice: Nonostante io sia stata così fortunata da avere un buon livello di lingua grazie alla mia precedente esperienza all’estero, devo ammettere che non è necessario avere una conoscenza semi-madrelingua per iniziare l’università. I professori che ho avuto nel corso della laurea e poi del master sono sempre stati molto comprensivi, e per esempio gli errori grammaticali non sono mai contati come errori molto gravi quando si trattava di scrivere saggi o pezzi di ricerca. L’Inghilterra (e particolarmente Londra) è un paese talmente vario per quanto riguarda diverse culture e nazionalità che l’apertura mentale verso gli stranieri è parte anche della mentalità scolastico-universitaria. Questo è anche un motivo per cui a mio parere non è difficile inserirsi in un contesto universitario inglese.

Mattia: E’ stato importante soprattutto perchè mi ha permesso di coltivare rapporti di partnership con le migliori scuole secondarie ed accademie sportive negli Stati Uniti, oltre a sviluppare rapporti di partnership con consulenti universitari madrelingua specializzati in studenti internazionali. 

Non è un caso che abbiamo deciso di avere sede a New York. Oltre ai licei e le accademie con le quali collaboriamo, il nostro network di consulenti americani specializzati, che seguono i nostri clienti che desiderano ottenere una laurea o un master negli Stati Uniti, si trova in America. Abbiamo poi un network di consulenti madrelingua britannici che si trovano nel Regno Unito, e che seguono i nostri studenti nelle ammissioni alle università e master in Gran Bretagna. 

 

È stato difficile adattare le vostre conoscenze alla nazione dove vi trovate ora?

Beatrice: Il tipo di studio è certamente molto diverso, quindi nonostante non sia stato impossibile inserirmi nell’ambiente universitario del Regno Unito mi sono comunque dovuta adattare ad alcune differenze. Ad esempio, i progetti di gruppo sono stati parte integrante dell’iter di studi ed è stato necessario abituarsi a collaborare con gruppi di altri studenti, cosa che in Italia non avviene dato che lo studio è sempre piuttosto individuale. Il parlare in pubblico è un’altra parte integrante del mondo universitario inglese; a prescindere dalla facoltà scelta, gli studenti di un’università britannica devono essere pronti a affrontare numerose presentazioni davanti alla classe e ai professori. 

Mattia: Assolutamente no. Gli Stati Uniti sono conosciuti per la loro abilità nell’integrare culture diverse all’interno della cultura americana. Inoltre, sia New York che Miami sono città estremamente internazionali. Dal punto di vista scolastico, i sistemi italiani ed americani sono molto diversi ma aver studiato in Italia si è comunque rivelato un vantaggio per me. 

Gli Stati Uniti sono la grande occasione per giovani studenti e sportivi italiani per mettere a frutto anni e anni di duro lavoro. 

 

Quali, secondo la vostra opinione, sono gli aspetti più importanti che un italiano deve curare se vuole studiare in UK e negli USA?

Beatrice: Ovviamente la lingua è un aspetto importante. E’ anche fondamentale mantenere una grande apertura mentale dato che non ci si può aspettare che vivendo all’estero la realtà a cui siamo abituati in Italia sia riscontrabile anche qui. Bisogna abituarsi alle differenze culturali e cercare di vederle come aspetti positivi da cui possiamo imparare. 

Mattia: Più che degli aspetti da curare, bisogna avere il coraggio di staccarsi dalla propria terra e convincersi del fatto che gli Stati Uniti offrono innumerevoli opportunità in qualsiasi campo: sportivo, scolastico e professionale. Per me non è stato facile lasciare l’Italia all’età di 17 anni, ma è stata la scelta migliore della mia vita. Non ho perso niente di quello che avevo in Italia e ho guadagnato tutto quello che mi hanno offerto gli USA.

 

Quali sono gli aspetti positivi, nello studio e nella vita privata, che lì trovate mentre in Italia no?

Beatrice: Per quanto riguarda lo studio, come detto in precedenza c’è una grande importanza data all’aspetto più pratico che prepara lo studente alla sua futura vita lavorativa. E’ molto comune che l’università spinga (o addirittura “costringa” al fine di conseguire la laurea, come successe a me a Westminster) gli studenti a effettuare delle esperienze lavorative di alcune settimane nel campo di studi in questione. Non solo queste esperienze permettono agli studenti di capire effettivamente il mondo del lavoro e farsi un’idea di che tipo di carriera vorrebbero intraprendere alla fine degli studi, ma sono anche modi per conoscere e lavorare con persone che potrebbero poi rivelarsi contatti importanti in futuro

Per quanto riguarda la vita privata, l’università inglese dà molta importanza all’aspetto sociale della vita studentesca. Le università organizzano eventi, sono spesso dotate di palestra, bar e locali aperti agli studenti all’interno del campus e hanno le loro squadre sportive a cui gli studenti possono iscriversi. Gli anni dell’università sono reputati di grande importanza nella cultura britannica in quanto sono un momento di crescita, scoperta di se stessi e nascita di amicizie che durano per la vita. Per questo, è comune che tutte le università siano dotate di Student Unions che si occupano di organizzare eventi per gli studenti e far sì che abbiano la migliore esperienza possibile sia dal punto di vista accademico che personale.

Mattia: Per quanto riguarda lo studio, il primo elemento che mi viene in mente è la praticità del materiale studiato. Le opportunità di lavoro dopo la laurea sono molte di più rispetto all’Italia. Il mio esempio ne è la prova. Le università americane sono molto più rinomate di quelle italiane ed ottenere una laurea negli USA ti garantisce opportunità di lavoro ovunque nel mondo, non solo negli USA. 

In generale comunque, sia nel lavoro che nella vita privata la più grossa differenza tra l’Italia e gli Stati Uniti è la meritocrazia, decisamente maggiore negli USA rispetto all’Italia.   

 

Cosa vi manca dell’Italia?

Beatrice: Ovviamente la famiglia e gli amici di una vita sono la prima cosa che viene in mente quando penso a cosa  mi manca in particolare. Il cibo è un’altra risposta abbastanza scontata, anche se Londra in verità, specialmente da quando così tanti italiani vi stanno emigrando, può offrire cibo italiano autentico. Quello che spesso manca sono le piccolezze della vita italiana a cui siamo abituati; prendere un caffè o un aperitivo con gli amici, la spontaneità e affabilità tipica di noi italiani che non è proprio tipica degli inglesi… ma non è niente per il quale i pregi offerti da una città come Londra non possano compensare!  

Mattia: Prima di tutto, la famiglia ovviamente che si trova interamente in Italia. Poi gli amici, il cibo italiano (nonostante a New York si trovi facilmente vero cibo italiano), non poter vedere allo stadio la mia squadra di calcio del cuore (l’Inter) e la mia moto in Italia.

Tuttavia, nessuno di questi fattori è mai stato un problema tale da farmi pensare per un solo secondo di tornare a vivere in Italia, neanche dopo la laurea. 

Studiare nelle università degli Stati Uniti

Tenendo conto dei pro ed i contro, siete soddisfatti della scelta di vita che avete preso?

Beatrice: Assolutamente sì. Studiare qui mi ha permesso di fare ciò che veramente volevo e mi ha aperto tantissime porte, sia dal punto di vista professionale che personale. Avendo terminato il mio Master da solamente due settimane, sono stata già chiamata per dei colloqui ed ho delle opzioni di possibili lavori già alle porte. Dal punto di vista puramente personale, ho costruito rapporti di amicizia con persone provenienti da ogni parte del mondo e ho vissuto i momenti più divertenti e emozionanti della mia vita durante i quattro anni di università. Tornando indietro rifarei tutto esattamente allo stesso modo e non riesco nemmeno a immaginare dove sarei adesso se non avessi preso la decisione di studiare a Londra a 18 anni. 

Mattia: La considero la scelta migliore della mia vita e non saprei neanche immaginare una vita diversa da quella che ho negli USA.

 

Cosa consigliereste a chi sta pensando di “seguire” i vostri passi? 

Beatrice: Non pensare a quello che stai lasciando alle tue spalle, ma buttati in questa nuova esperienza che ti ricompenserà dal punto di vista personale e professionale. L’Italia è in fin dei conti solamente ad un paio di ore di distanza e poco di quello che lascerai sarà davvero perso per sempre; ogni volta che torno in Italia e rivedo gli amici ed i posti di sempre è come se non fossi mai partita. Partire è una scelta che può essere difficile, ma posso assicurare a chiunque che non è una scelta di cui si pentirà facilmente. 

Mattia: Di avere il coraggio di fare una scelta che inizialmente è sicuramente difficile e dolorosa, ma che ti garantirà un futuro decisamente migliore. Non solo avrai alte probabilità di un futuro lavorativo estremamente roseo (che sia negli USA, in Italia, o dovunque nel mondo), ma ti divertirai come non mai e vivrai un’esperienza favolosa. Raccomando a tutti coloro che sono interessati ad un percorso di studi all’estero di contattare USA Student Advisors.

 

Grazie mille ragazzi per il tempo che ci avete concesso, siamo sicuri che le vostre parole saranno d’aiuto per molti studenti italiani. Ed in bocca al lupo per il vostro futuro lavorativo!

 

 

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